Editoriali
La narrazione fasulla della #MarottaLeague per coprire l’inadeguatezza degli arbitri
Due episodi identici, due scelte diverse. Il problema non è la Marotta League, ma la crisi della classe arbitrale italiana.
Da una parte il rigore fischiato su Di Lorenzo in Napoli-Inter, dall’altra la revoca del penalty in Supercoppa ai nerazzurri. Due situazioni simili, scelte differenti. La narrazione della Marotta League creata ad hoc per nascondere gli orrori arbitrali.
Il vero problema di milioni di tifosi è credere che Beppe Marotta sia il nuovo Luciano Moggi. No, tranquilli: non è così. Non si ha l’obbligo di accostarli. Dallo scorso anno si spinge su questa presunta #MarottaLeague, una narrazione fasulla che finisce per ingannare tutti. Anche perché, solitamente, chi viene favorito poi vince e l’Inter non gioisce da maggio del 2024.
Qui non ci rimettono solo i tifosi dell’Inter, ma l’intero sistema calcio italiano. Il motivo è visibile a tutti perché ogni settimana, a rotazione, tutti i club di Serie A subiscono dei torti arbitrali.
Il vero problema è la scarsa qualità della classe arbitrale. Un livello bassissimo che va avanti ormai da anni. E con il VAR, paradossalmente, la situazione è persino peggiorata (per conferma basta guardare quello che è successo ieri durante Lazio-Cremonese ndr).
Quanto accaduto in Bologna-Inter e ciò che è successo al Maradona sono prove evidenti: due episodi simili, due decisioni completamente diverse. Che sia ben chiaro: in entrambi casi non è mai calcio di rigore. Poteva esserci un calciatore del Milan, della Juventus, della Roma, della Lazio; qui il concetto non cambia. Togliete per una volta le bandiere.
Non abbiamo certezze, ma è evidente che dietro ci sia altro. Altri problemi (forse di potere?). A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.