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Interviste

INTERVISTA – Riahi (1000CuoriRossoblù): “Ecco come il Bologna può fermare l’Inter”

Domani, alle ore 18:00, il Bologna affronterà l’Inter al Dall’Ara. Ne abbiamo parlato con Omar Riahi, giornalista di 1000 Cuori Rossoblu.

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Omar Riahi, giornalista vicino al Bologna

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Omar Riahi, giornalista della testata amica 1000 Cuori Rossoblù e del Corriere dello Sport – Stadio. Omar segue da vicino il Bologna da molti anni e, grazie alla sua ottima preparazione e profonda conoscenza della squadra, ha analizzato la partita, soffermandosi su come i felsinei potranno mettere in difficoltà l’Inter di Cristian Chivu nella sfida di domani.

Verso Bologna-Inter, Riahi: “Mi aspetto una partita aperta”

Omar, Bologna-Inter di domani è una sfida molto delicata per entrambe le squadre. Il Bologna deve continuare a macinare punti per allontanarsi dalla zona calda della classifica, mentre l’Inter è chiamata a riscattarsi dopo la sconfitta contro il Brugge in Champions League. Che partita ti aspetti?

«La domanda forse è “cosa non vedremo?” , e cioè una partita noiosa. Si, perché Bologna e Inter, al netto di tutto, sono due squadre che vogliono fare la partita: Palladino lo ha detto più volte dal suo arrivo, Chivu ormai lo conosciamo. Ci sarà sicuramente accortezza da ambo le parti, ma mi aspetto comunque una partita aperta: nessuna delle due può avere il “braccino” a mio parere, e quindi vedremo due squadre vogliose di prendersi il risultato».

Il Bologna “deve continuare” su questa strada perché, con il cambio di allenatore, sono arrivati quattro punti in due partite. Secondo te, cosa sta dando Palladino a questa squadra?

«Tranquillità, che è di certo ciò di cui aveva bisogno tutto l’ambiente Bologna. Tedesco era alla sua prima esperienza in Italia e, con anche dei risultati sicuramente non d’aiuto, probabilmente ha pagato un rinnovo totale dal passato, ma con una piazza ancora vogliosa di gioire. E poi Palladino ha dimostrato ciò che può dare in Serie A, per cui inevitabilmente ha più credito, anche a livello di campo».

Verso Bologna-Inter, Riahi: “Palladino sa come poter far male all’Inter”

A proposito di Palladino, il tecnico ha già dimostrato di sapere come si fa a fermare l’Inter. Quali possono essere le sue chiavi tattiche per provare a fermare ancora i nerazzurri?

«Più che altro Palladino ha dimostrato come si può far male all’Inter, al di là del risultato finale che in certe occasioni ha poi sorriso ai nerazzurri, come contro l’Atalanta lo scorso anno o un Inter-Fiorentina tre giorni dopo la sconfitta nel recupero dell’andata. Mi aspetto un Bologna aggressivo, un po’ come era la sua Fiorentina, ma conscio che negli spazi l’Inter ci va a nozze, per cui con anche qualche “uomo su uomo” più ampio, per cercare di limitare qualche bocca di fuoco importante tra i nerazzurri».

⁠Tedesco, invece, ha scelto di proseguire sulla falsa riga di Italiano, ma il mercato gli ha tolto giocatori importanti come Lucumí, Rowe e Castro. Quanto stanno pesando queste partenze?

«La classifica dice “tanto” . E a oggi quella è l’indice principale di un Bologna che, inevitabilmente, a livello tecnico si è indebolito, e lo dimostra dove sono andati a giocare i partenti: non vai in cima se non puoi starci. Chiaro è che, ad esempio, un Cambiaghi può esprimersi di più, e si è visto. Piccoli è più di quello che si racconta, e si è visto. È dietro il problema: nessuno è Lucumì, e nessuno ha le sue caratteristiche. Ma lo sa anche il mister e imposta probabilmente un gioco più adatto al materiale che ha: se non puoi rincorrere, non lo fai».

Verso Bologna-Inter, Riahi: “Ecco perché peserà l’assenza di Orsolini”

Dal punto di vista tattico, che Bologna ti aspetti domani? Palladino confermerà l’undici visto a Lecce, al netto dell’assenza di Orsolini, oppure potrebbe proporre qualche novità?

«Confermerà il più possibile l’undici di Lecce, cercando però di scovare una qualche “arma” che possa provare a scardinare l’Inter. Ad esempio dietro tornerà quasi certamente Theate, ma non sono sicuro che l’escluso sia Darmian, avendo determinate caratteristiche. Potrebbe vedersi qualcosa di diverso in mezzo al campo, anche se con un Bernardeschi più “accentratore” la qualità la verrebbe a dare lui tra le linee: sarà lui a sostituire Orsolini, e sarà un fattore determinante per i rossoblù, in generale anche dopo l’Inter».

Quanto peserà l’assenza di Orsolini? Parliamo di un giocatore capace di incidere e che, storicamente, ha spesso creato problemi all’Inter. Come cambieranno le soluzioni offensive del Bologna senza di lui?

«Peserà per l’impatto che ha questo giocatore sul Bologna, al di là dell’Inter. Perché quella famosa rovesciata a Pasqua viene fatta da un Orsolini subentrato a 20 minuti dalla fine. È vero, se si guarda all’Inter Riccardo ha punto più volte, anche su rigore. Ma è proprio quello che dà alla squadra a livello di energia e pericolosità che mancherà. Al suo posto, come detto, ci sarà Bernardeschi, per caratteristiche di ruolo ma anche perché, fortunatamente, può dare anche lui tanto a questo Bologna soprattutto. La differenza principale è che Orsolini te lo trovi a far gol, Bernardeschi anche, sì, ma te lo può far fare in mille modi: lo ha dimostrato bene l’anno scorso».

E allora, chi potrebbe l’anti-Inter senza Orsolini?

«Ecco, qui è già più difficile dirlo. Il Bologna attualmente non ha un giocatore a cui aggrapparsi, che poteva essere proprio Orsolini. Potrebbe essere Bernardeschi ma, come detto, magari lui propizierà più che pungere direttamente. Se dovessi dirti chi è stato il migliore finora ti direi Cambiaghi: non voglio dire di certo che sarà lui, ma è quello più in palla dal giorno uno, anche dal ritiro. E non a caso Mancini se lo è portato in Nazionale. Avendo Diouf dalle sue parti, che non è proprio un difensore e anche martedì ha un po’ sofferto a mio parere, non sarebbe neanche una brutta pedina su cui puntare».

Verso Bologna-Inter, Riahi: “Darmian importante. Il passato conterà poco”

⁠Nel frattempo, a Bologna è arrivato anche un ex interista come Darmian. È un giocatore esperto, affdabile e tatticamente duttile. Quanto può essere importante il suo contributo, sia in campo sia nello spogliatoio?

«Per me molto, perché il Bologna ha bisogno di determinate guide nel proprio gruppo, e un giocatore come Matteo Darmian penso si racconti da sé. Poi, come si è visto domenica, è tutto fuorché un giocatore che non possa darti qualcosa in campo: oltre ad avere gli attrezzi del mestiere, è uno al quale puoi fiidarti se sta bene, e quando ci sono questi momenti di sbandamento non è cosa da poco. Jolly, da terzo e da quinto, ma anche esperienza ad alti livelli: ripeto, in un gruppo dove hai perso anche a livello di temperamento uno come Freuler, Darmian poteva arrivare ben prima dell’infortunio di Holm. Anche se, come sappiamo, le situazioni erano diverse».

L’Inter, nelle ultime stagioni, ha incontrato parecchie difficoltà a Bologna e contro il Bologna. Quanto può incidere questo precedente sul piano mentale?

«Personalmente poco: conta il quando, soprattutto. E, al di là di una settimana che non si è messa in discesa per l’Inter dopo la sconfitta contro il Brugge e l’assenza del suo leader, non è già un momento decisivo per la stagione dei nerazzurri: non ci siamo nemmeno vicini, a mio parere. Ti avrei risposto diversamente se ci trovassimo già tra febbraio e aprile: lì allora sì che la testa di qualcuno – ma dipende anche da come ci arrivi, sempre – avrebbe potuto tornare a giorni bui sul prato del Dall’Ara. Ma oggi l’Inter mi sembra addirittura una squadra fin troppo sicura di sé, per quello che mi ha sempre dimostrato in campionato: penso che l’andamento della partita dipenderà dalle gambe e da quello che il Bologna può dare, più che da pensieri passati».

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