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Interviste

Marcon (giornalista friulano): “Vi racconto Solet. Acquisto ideale se Chivu…”

Il giornalista friulano promuove l’eventuale passaggio di Solet all’Inter: “Profilo ideale per il gioco di Chivu. Ecco dove deve migliorare”

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Oumar Solet, difensore dell'Udinese che piace all'Inter

Il nome di Oumar Solet è da mesi accostato all’Inter. Il difensore francese ha disputato una stagione importante e positiva con la maglia dell’Udinese, attirando di fatto le attenzioni dei grandi club. L’Inter,  dopo l’archiviazione del procedimento giudiziario a carico del difensore, adesso sta accelerando.

L’accordo con il giocatore è stato trovato, manca quello con l’Udinese. Il club di Viale della Liberazione, in un processo di rifondazione della difesa, sembra essere molto convinto di Solet.

Abbiamo chiesto a Samuele Marcon, giornalista friulano che segue da vicino le vicende dell’Udinese, un parere sul possibile approdo del classe 2000 all’ombra della Madonnina, sponda nerazzurra.

Inter, Marcon: “Solet profilo ideale per il gioco di Chivu”

“Oumar Solet possiede caratteristiche uniche per un giocatore del suo ruolo. Se un tempo eravamo abituati al classico difensore centrale alto, strutturato e spesso macchinoso nei movimenti, qui siamo invece di fronte a un profilo capace di abbinare un’imponente struttura fisica (192 cm) a qualità tecniche e atletiche fuori dal comune.

Pur essendo un giocatore che può essere impiegato anche in una difesa a quattro, a mio parere la sua collocazione ideale è quella di braccetto in una linea a tre (sia sul centrodestra sia sul centrosinistra). Per questo motivo, se Chivu dovesse mantenere un assetto tattico simile a quello visto nell’ultima stagione (3-5-2, 3-4-2-1 o 3-4-1-2), il francese potrebbe rappresentare davvero l’acquisto ideale per alzare ulteriormente il livello della retroguardia nerazzurra.

Può fare bene all’Inter? A mio avviso sì, senza grossi dubbi. Il suo modo di interpretare la fase difensiva si sposa perfettamente con le richieste tattiche del tecnico rumeno.

Solet è infatti un difensore particolarmente efficace nella gestione delle situazioni a campo aperto. Predilige l’anticipo e tende ad aggredire l’avversario non appena riceve il pallone, con l’obiettivo di impedirgli di girarsi e attaccare la profondità.

Alle grandi doti atletiche abbina inoltre una notevole efficacia nell’uno contro uno. La rapidità e l’ampiezza della falcata gli consentono di coprire grandi porzioni di campo e recuperare anche avversari lanciati verso la porta. Quando viene puntato è difficile superarlo, soprattutto grazie alla capacità di restare in piedi fino all’ultimo istante. Non disdegna la scivolata per intervenire in anticipo, ma sceglie il tackle solo quando è convinto di poter arrivare sul pallone.

L’aspetto che lo distingue maggiormente da tutti gli altri difensori centrali è però la qualità tecnica nella gestione del possesso. Solet non si limita quasi mai alla giocata semplice, ma partecipa attivamente alla costruzione dal basso, cercando subito la verticalizzazione o avanzando palla al piede per superare la prima linea di pressione avversaria. Se trova spazio davanti a sé è in grado di percorrere molti metri in conduzione, arrivando fino ai pressi dell’area di rigore per cercare l’assist decisivo o la conclusione personale. Grazie a tempismo ed elevazione, inoltre, sa rendersi pericoloso anche sulle palle inattive.

Tutte caratteristiche che, come accennato in precedenza, sembrano sposarsi alla perfezione con le idee di Chivu, un allenatore che ama coinvolgere i difensori centrali nella manovra offensiva per creare superiorità numerica.

Le ragioni per cui Solet potrebbe non fare bene in nerazzurro sono in realtà poche e marginali.

Milano non è Udine, né dal punto di vista ambientale né per quanto riguarda le aspettative. Qui da noi un giocatore ha il tempo di adattarsi, crescere e persino commettere errori. All’Inter, invece, è richiesto un impatto immediato: bisogna dimostrare di essere pronti fin dal primo giorno ad Appiano Gentile, all’interno di uno spogliatoio in cui il livello di competitività è nettamente superiore rispetto a quello dell’Udinese.

Un giocatore con la sua personalità non dovrebbe incontrare particolari difficoltà di ambientamento, ma questo potrà dirlo soltanto il campo. Sarebbe inoltre molto interessante vederlo confrontarsi con la Champions League, dove il livello delle squadre e degli attaccanti da affrontare è ancor più elevato.

Dal punto di vista tecnico e caratteriale, invece, Solet talvolta mostra un’eccessiva fiducia nei propri mezzi. In alcune situazioni tende a gestire il possesso con troppa leggerezza, con un passo quasi “alla Leao” (tanto per citare un nome a voi gradito ndr. ride), perdendo tempi di gioco e sfidando la pressione avversaria palla al piede anche quando potrebbe scegliere una soluzione più semplice e immediata.

In fase di marcatura non è sempre impeccabile: ogni tanto si concede qualche disattenzione, perdendo l’uomo e dimostrando un livello di concentrazione non sempre ottimale. In un top club come l’Inter, però, questi alti e bassi all’interno di una partita devono essere ridotti al minimo.

Detto questo, il classe 2000 ha ancora ampi margini di crescita per limare questi piccoli difetti e affermarsi come un autentico top player del ruolo. Le sue qualità tecniche e atletiche sono evidenti: stiamo parlando di un profilo più unico che raro, con caratteristiche che difficilmente si trovano sul mercato.

Proprio per questo motivo, credo che dalla prossima stagione lo vedremo indossare una maglia ben più prestigiosa di quella bianconera. Da tifoso dell’Udinese, l’auspicio è che la società si sia già messa alla ricerca del “Solet del futuro”.

 

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