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Inter, Bisseck: “La finale con il PSG? Incubo è la parola esatta per descriverla”
Bisseck definisce un “incubo” la finale persa contro il PSG e racconta l’infortunio, le lacrime e le emozioni vissute in campo.
Yann Bisseck, difensore dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista al podcast Football Finance. Ecco cosa ha detto sulla sconfitta in finale di Champions League contro il PSG.
Inter, Bisseck: “La finale di Champions un incubo”
Cosi Bisseck: “”Incubo” è la parola esatta per descriverla. Il giorno prima pensi a quanto sei vicino al traguardo e ricordi le sfide precedenti, quando nessuno credeva potessimo eliminare il Bayern o il Barcellona. A livello personale speravo di partire titolare, ma aspetti il tuo momento; era una delle poche partite in cui fossi davvero nervoso in panchina.
All’intervallo, sul 2-0 per loro, l’allenatore mi fa capire che sarei potuto entrare. Sulla linea di fondo mi sono detto: “Giuro che questa partita la ribalto da solo!”. Sono entrato bene e nell’azione dell’infortunio stavo per fare gol, ne sono sicuro al 100%. Poi ho sentito quella fitta alla coscia… A bordo campo i fisioterapisti scuotevano la testa; ho provato a fare uno scatto di prova, ma al primo passo ho capito subito. E mentre camminavo a bordocampo sono passato proprio sotto i miei amici e la mia famiglia”.
Ancora: “Erano proprio lì sopra: non potevo guardarli, perché se avessi incrociato lo sguardo di mia madre o di mia sorella sarei scoppiato a piangere. Ho cercato di trattenermi, ma ho pianto lo stesso. Mi sono tirato la maglia sul viso e sono uscito zoppicando: non c’era niente da fare. Poi è arrivato il 3-0, la sconfitta finale e la consapevolezza che la gente avrebbe speculato su quel 5-0… È stato davvero troppo tutto insieme.
La nota positiva è che dopo la partita la mia famiglia e i miei amici sono venuti in hotel: abbiamo parlato d’altro e dopo un po’ realizzi che, in fin dei conti, è solo calcio. Ha fatto male? Assolutamente sì. Ma non è un pensiero fisso. Quando guardo al percorso che ci ha portato a disputare due finali, capisci quante poche opportunità si abbiano ed è lì che brucia ancora un po’, ma bisogna guardare avanti”.
Fonte: fcinter1908