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Inter, Chivu: “Avevamo bisogno di questa vittoria. Bastoni ingenuo”

Chivu commenta il successo dell’Inter sullo Shakhtar: decisivi lo spirito di squadra, la sofferenza e le parate di Martínez.

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Cristian Chivu, allenatore Inter, in conferenza stampa

L’Inter supera di misura lo Shakhtar Donetsk nonostante l’inferiorità numerica. Decisiva la rete di Carlos Augusto: ecco le parole di Cristian Chivu in conferenza stampa.

Inter, Chivu: “Dobbiamo accettare che il bello non basta”

Sulla decisione di tenere Henrikh Mkhitaryan: “Per il professionista, per quello che è dentro il gruppo, per quello che ha fatto vedere negli anni. Per il suo modo di essere e di fare, questo gruppo ha bisogno di una persona come lui. Abbiamo deciso che rimanesse con noi perché siamo consapevoli del fatto che le stagioni sono lunghe e lui ci dà una mano importante, come tutti gli altri”.

Sulla soddisfazione o meno da parte del mister: “Quello che è accaduto in Champions nell’ultimo anno qualche segno lo ha lasciato. Ho visto una squadra un po’ intimorita, giustamente. Ne abbiamo perse due su otto e ne mancano sei. Quindi aumenta la pressione e la consapevolezza che non puoi permetterti di sbagliare se vuoi arrivare tra le prime otto.

Ho visto una squadra che ha approcciato bene la gara e che, piano piano, si è intimorita. Non abbiamo fatto bene ad inizio secondo tempo, però i tre cambi che abbiamo fatto ci hanno dato più energia. Abbiamo trovato anche un po’ di mobilità da parte dei terzi, le corse giuste e un po’ di serenità nelle uscite e nel palleggio.

Poi siamo rimasti in dieci e avevamo capito che dovevamo fare qualche sforzo in più, prima di tutto per non perdere e poi per sfruttare le occasioni che capitavano. È una vittoria che toglie qualche pensiero legato alle difficoltà che abbiamo avuto in Champions: c’era bisogno di vincere. Ottenere il successo così raddoppia l’autostima e rafforza la consapevolezza dell’atteggiamento che dobbiamo avere sempre in campo, anche quando riusciamo a fare meglio dal punto di vista del palleggio e del punteggio.

Abbiamo bisogno di un po’ più di umiltà nell’accettare che il bello, a volte, non basta e che bisogna sporcarsi un po’ le mani e fare di tutto in determinati momenti. Quando siamo rimasti in dieci ho visto delle corse importanti per andare a cercare la palla. Ho visto un attacco cattivo alla profondità da parte di Marcus: ultimamente lo sta facendo, ma può migliorare. Ho visto una linea difensiva a quattro, con Diouf che dava una mano a fare il quinto. In mezzo, sforzi impressionanti nell’uscire sul portatore di palla. Abbiamo accettato che si doveva soffrire e siamo stati premiati”.

Inter, Chivu: “Vorrei mantenere questo spirito”

Su Bastoni: “Ho visto poco, è stato provocato. C’è stata un po’ di ingenuità da parte sua. All’intervallo ho chiesto di mantenere la calma, di non innervosirsi e di accettare che fosse una partita non bella. Dovevamo accettare che il loro palleggio ci creava un po’ di frustrazione e gestire meglio queste situazioni.

Nell’episodio del primo giallo, tutti si aspettavano che Alisson buttasse via la palla, ma non l’ha fatto e Bastoni si è innervosito. Non ho visto che cosa è successo nel secondo episodio, perché ero preoccupato di mettere la squadra in campo. È stata un’ingenuità da parte sua e lui lo sa benissimo.

Sono frustrazioni che spesso compromettono l’andamento di una partita. Dobbiamo mantenere la calma e la lucidità, perché gli avversari possono anche provocarci”.

Sull’episodio vicino alla sua panchina: “Noi non ci siamo innervositi, quello era il nostro momento migliore. Credo che i tre cambi che abbiamo fatto ci avessero permesso di prendere il controllo del gioco. Li abbiamo visti un po’ più stanchi del solito e meno efficaci nelle pressioni che portavano. Era il nostro momento migliore e un gesto del genere può compromettere tutto, ma fa parte del gioco.

Abbiamo accettato di essere rimasti in dieci e abbiamo dato qualcosa in più dal punto di vista dell’attenzione, dell’energia e del tipo di corse effettuate. I subentrati ci hanno dato una mano.

Avevamo capito che dovevamo passare al 4-4-1 e non potevamo rischiare di schierarci con un 3-4-2. Avevo intenzione di inserire Pio Esposito. Soffrivamo già con il 5-3-1 contro i loro terzini: arrivavamo spesso in ritardo e loro continuavano a cambiare fascia, alternando le spinte dei terzini.

Abbiamo deciso di tenere Thuram davanti per sfruttarne la velocità e la profondità, mentre Bonny ha fatto il quarto a centrocampo a sinistra. Bisogna adattarsi alla partita e in dieci lo abbiamo fatto bene. Poi Josep Martínez ha compiuto due parate importanti: la vittoria è anche merito suo”.

Conclude: “Vorrei mantenere questo spirito, ma non vorrei giocare in dieci. Questo atteggiamento non deve mai mancare, soprattutto quando giochi a certi livelli e in Champions League. Non dobbiamo dare nulla per scontato, ma dare il meglio di noi in ogni partita. Mi piacerebbe vedere questo spirito anche quando giochiamo in undici.

Nel calcio di oggi bisogna mantenere questa energia, riconoscere l’importanza di ognuno e accettare che non sempre si possono fare giocate belle e pulite. Ci sono momenti in cui devi metterla sul brutto e sullo sporco. Mi viene in mente la partita di Roma della scorsa stagione, quando negli ultimi minuti ci siamo abbassati e abbiamo fatto questo tipo di gioco.

Quello che è accaduto negli ultimi mesi in Champions League qualche danno lo ha creato. Avevamo bisogno di una vittoria e ci prendiamo volentieri questa. Abbiamo altre cinque partite e faremo di tutto per affrontarle al meglio e ottenere ciò che meritiamo. Adesso testa alla Fiorentina.”

 

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