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Inter, Chivu: “Mi diverto a vedere mille polemiche che nascono da cose che non esistono”
Chivu presenta Inter-Bologna: match difficile, gruppo pronto, gestione ravvicinata e focus sui propri giocatori, non sulle polemiche.
Domani l’Inter sarà di scena a San Siro contro il Bologna per la prima sfida del 2026. Ecco la conferenza stampa di mister Chivu alla vigilia.
Inter, Chivu: “Il Bologna ha messo in difficoltà chiunque in questi anni, non solo noi”
Sul Bologna: “Sappiamo che sarà una partita difficile, contro un avversario complicato da affrontare. Negli ultimi anni ha messo in difficoltà noi come chiunque altro. È cresciuta molto, ha un’identità chiara e un’intensità che crea problemi a tutte le squadre che affronta.”
Aggiunge: “È difficile giocare contro una squadra che ha un’identità chiara, intensità e gamba. Anche nelle situazioni più semplici riescono a metterti in difficoltà. Questo vale soprattutto quando attaccano, perché hanno giocatori sugli esterni a piedi invertiti che possono creare problemi. Hanno un attaccante, incursori e trequartisti, più Pobega, che riempiono l’area con i tempi giusti. In fase difensiva è difficile affrontarli, perché marcano a uomo, hanno gamba e tempi impeccabili. Fanno le cose con determinazione e riescono a tornare in molti quando serve.”
La cosa da migliorare:“Le cose le dobbiamo fare meglio, è un pensiero che abbiamo cercato di trasmettere dall’inizio. È stata una cosa in cui la squadra ha iniziato a credere. Le squadre che vogliono essere competitive devono sempre aggiungere qualcosa in più rispetto a ciò che sono abituate a fare. Il senso di responsabilità e l’ambizione non devono mai mancare se vuoi essere competitivo.”
Chivu, allenatore immune dalle polemiche: “Per come vedo io il calcio, nessuno. Per come sono cresciuto, per come sono maturato in questo sport e sono passati molti anni. Le ho vissute da giocatore e adesso da allenatore, per me incidono poco se non a livello mediatico. Per il resto non hanno a che fare con questo sport. Bisogna che resti uno sport invece di andare a cercare sempre la critica, polemiche inutili che non servono a niente e nessuno”.
Su Cancelo: “Preferisco parlare dei miei giocatori. Vorrei parlare di Luis Henrique, visto che è un bel pò che non mi chiedete niente di lui. Vorrei parlare di Diouf, Dumfries, Darmian che tra un po’ rientra. Preferisco parlare dei miei giocatori, guardo sempre la realtà dei fatti, quello che ho a disposizione. Amo questo gruppo, questi i giocatori. Sono a livello di Inter e preferirei parlare di loro”.
La gestione degli impegni ravvicinati: “Quando abbiamo avuto un calendario affollato, abbiamo sempre cercato di cambiare e di trovare energie fresche in base agli avversari e la famosa meritocrazia. Abbiamo bisogno di tutti. Non è mai semplice giocare ogni due giorni quando vuoi essere competitivo. Abbiamo 25 giocatori, 22 di movimento in grado di scendere in campo. Non potrei farne a meno, le energie che spendi in gara sono tante. Tutte le partite sono importanti”.
Qualche fallo in più: “Il senso di responsabilità, la percezione del pericolo, quando si fanno determinate pressioni c’è il rischio di essere saltato e quindi bisogna saper agire e fare determinate cose. Poi se stiamo aumentando il livello di falli, ho letto qualche di titolo di giornale, qualcuno ha scritto che siamo una squadra di fabbri. I miei giocatori non hanno paura di fare contrasti o fare fallo quando serve ma sempre con l’intenzione di cercare di recuperare palla il prima possibile per creare qualcosa di importante”.
Su De Vrij e Frattesi: “Non temo nulla. Mi fido della loro professionalità quando ci si allena o si è chiamati in causa. Sono due giocatori importanti, come tutti gli altri. Sta a loro e sta a me scegliere diversamente. Sono i primi responsabili di quello che accade per quanto riguarda la presenza in campo. Vero che probabilmente sono i due che hanno giocato meno rispetto agli altri, un poo’ per cause fisiche e mi riferisco Frattesi e un po’ per scelte diverse De Vrij, ma abbiamo sempre presente quello che Stefan è e l’esempio che dà. Entrambi avranno più opportunità di giocare”.
La riaggressione: “Nel calcio di oggi quando rubi la palla hai più opportunità di fare gol. Quando fai accerchiamento con 10 giocatori sotto la linea della palla, diventa tutto più complicato. Il fatto di prenderci qualche rischio in più è dovuto al voler giocare più in verticale, attaccando una linea difensiva non organizzata”.
Conclude: “Mi diverto a vedere mille polemiche che nascono da cose che non esistono. La percezione tra determinate situazione di gioco che devono restare in campo. Mi diverto quando vedo che si parla troppo di cose che non hanno nulla a che fare con la realtà. La percezione da fuori dipende da altre cose. Inizio a divertirmi perché non mi pesano, mi fanno divertire e mi fanno concentrare sul mio dovere per far crescere la squadra”.
La favorita per lo scudetto: “Solite domande del primo gennaio. Ci sono cinque squadre in pochi punti in questo momento. La realtà della classifica dice questo, poi magari tra un mese sarà diverso e sarà cambiato qualcosa. Vedendo la classifica e la differenza di punti minima, tutte e cinque hanno la loro possibilità di arrivare fino in fondo”.