Seguici su

News

Inter, Chivu: “Non sono fesso, ecco quando è cambiata la narrazione”

Chivu carica l’Inter verso il Cagliari: difende Bastoni, chiarisce la battuta sulla Champions e rivendica con orgoglio il percorso fatto dal gruppo.

Pubblicato

il

Cristian Chivu, allenatore Inter

Domani sera, alle ore 20:45, l’Inter affronterà a San Siro il Cagliari di Fabio Pisacane. E’ stato il giorno della conferenza stampa di Cristian Chivu, le sue parole.

Inter, Chivu: “La battuta sulla Champions? Dentro c’è anche la realtà”

Due risultati positivi, serve la continuità: “Avevamo fatto le prestazioni anche prima, ovvio che poi si giudica sempre anche il risultato. Si giudica anche il momento della stagione. Le prestazioni le abbiamo sempre cercato di farle, cosa che proveremo anche domani consapevoli del fatto che mancano sei partite alla fine del campionato. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto e continuare a mantenere lo spirito giusto. Mantenere l’ambizione e cercare di essere la miglior versione di quello che abbiamo per aggiungere altri tre punti alla classifica”.

La ferocia nelle ultime due partite: “Il fuoco abbiamo sempre cercato di portarlo in campo. Per quanto riguarda la consapevolezza nell’importanza di essere pronti dal punto di vista fisico e mentale, cercando di adattarsi in base ai momenti di una partita, quello che l’avversario propone e quello che dobbiamo cambiare in base a alla realtà di quella partita. Direi che abbiamo avuto alti e bassi sotto questo punto di vista, in alcune partite abbiamo fatto molto bene perché abbiamo capito al volo. In altre abbiamo fatto meno bene per vari motivi: mancanza di energie e per mancanza di qualche giocatore che avrebbe spostato l’inerzia verso di noi.
Abbiamo cercato di dare tutto, ed è anche quello che abbiamo fatto nelle ultime due partite nonostante le insidie dell’andare in Nazionale con un carico mentale e una responsabilità a fare i play off. Nonostante la delusione si sono calati subito sugli obiettivi del club per portare a buon fine il nostro desiderio. Essere competitivi fino in fondo”.

L’obbligo scudetto e la battuta sulla Champions League: “Se non capiamo l’ironia meglio che facciamo qualcos’altro. Si vive in un mondo in cui tante cose si prendono troppo seriamente. Tante cose sono trattate superficialmente e tante narrate in maniera sbagliata in base a quelle che sono le amicizie o i doveri di difendere l’uno o l’altro. La mia era una battuta però dentro c’è anche la realtà. Si è sempre parlato di qualificazione Champions e allora mi sono messo anche io a dire determinate cose da questo punto di vista. Non mi sono inventato niente e l’ho detto con il sorriso sulle labbra. Poi magari qualcuno l’ha presa troppo sul serio e male. Bisogna avere ironia e capire determinate cose e momenti. Il calcio non è la vita, è solo un gioco, bisogna prenderlo come tale. Ci sono squadre che hanno un atteggiamento che permette di arrivare fino in fondo e vincere e poi le altre che hanno fatto di tutto e ci hanno provato. Ma ne vince solo una. Quello è il discorso da fare. Non bisogna prendersela male se l’amico o la squadra del cuore non ce la fa fino in fondo. Bisogna dare elogi a chi cerca fino in fondo di dare il massimo per quanto riguarda quelli che sono gli obiettivi di una squadra o di un’altra”.

Inter, Chivu: “Basta parlare di Bastoni, il cambio di narrazione…”

Su Bastoni: “La farei anche finita di parlare di Bastoni. Si parla di Ale (Bastoni, ndr) da un mese a questa parte e non lo si elogia. Ci sarebbe da elogiarlo come uomo e giocatore, nonostante le difficoltà fisiche e mentali di questi mesi. Ha dato la disponibilità alla nazionale nonostante abbia passato molti giorni con le stampelle. Ci ha messo la faccia, bisogna dargli credito. Ha provato a dare un contributo. Bisogna essere orgogliosi di quello che ha fatto. Ha un problema fisico, la sua caviglia non è al 100%. Bisogna accettare il fatto che in un mese si è allenato poco e non è al 100% dal punto di vista fisico. Siamo quasi a fine aprile e fare un ricondizionamento fisico serve a poco. Bisogna dargli fiducia e farlo sentire importante. Farlo sentire insieme al gruppo consapevole che non è al 100%. Lo ringraziamo per la sua disponibilità e cerca di dare un contributo a quelle che sono le partite rimaste. Non sta bene. Domani non sarà convocato. Rimarrà fuori per riprendersi sia per la caviglia che per rifare qualcosina per alzare la condizione atletica”.

Le parole di Marotta e il suo percorso: “Miglioro e imparo tutti i giorni e ogni mattina faccio autocritica. Imparo dagli errori che combino. Dal mio punto di vista spero di non averne combinati tanti però ne ho fatti. Imparo e miglioro dal punto di vista professionale. E soprattutto dal punto di vista umano, di come devo parlare ai ragazzi. Nella premurosità che devo avere nei loro confronti presi uno per uno. Anche io mi dimentico, ho delle priorità in base alla narrativa che c’è fuori. O quello che subisce un giocatore dal punto di vista mediatico. Devo andare a mettere un paio di cerotti, fare due coccole e due abbracci. Non è semplice. Si pensa in maniera superficiale solo per fare i titoli e audience sui social. Solo perché la negatività vende. Si vive nella cultura dell’imballaggio in cui si disprezzano i contenuti. Io devo cercare di farli sentire importanti e amati. Non sono dei robot sono umani. Devono guadagnarsi il rispetto dei loro compagni. La cosa più importante nella vita è non rifare gli stessi errori che hai fatto in precedenze. Lì migliori e acquisisci esperienza. Sempre con l’ambizione e la voglia di essere meglio rispetto al giorno prima”.

Il punto su Bisseck e Lautaro: “Bisseck ha già iniziato a lavorare in campo, tra qualche giorno si aggregherà al gruppo. Lauti, rispetto ai tempi che ci sono stati detti è in regola, settimana prossima andrà in campo a fare qualcosina in più rispetto a quello che sta facendo. Bisseck tra due giorni, Lautaro 7-8 giorni, non vorrei sbagliarmi. Sta migliorando e sta facendo bene”.

Il cambio di narrazione: “Posso essere tutto ma non sono un fesso. La vita mi ha insegnato che mi devo adattare in base al momento, alla narrativa, il ruolo che occupo e la leadership di questo gruppo. Se all’inizio dicevo determinate cose in un determinato modo perché è cambiato tutto strada facendo. Mi sono adeguato. È cambiata l’aspettativa, siamo partiti che dovevamo finire ottavo. Un allenatore inesperto dicevano, tanto tra cinque giornate lo cacciano via e si faceva la conta di quelli che dovevano venire. Invece si è andato avanti grazie ad un gruppo di uomini e ragazzi che dallinizio hanno avuto l’ambizione di essere competitivi. Hanno cercato di rispettare quello che gli è stato chiesto, quello che sono loro dal punto di vista umano. Strada facendo le cose sono cambiate. Tutto nasce nel post Juve. Lì diventa tutto una gogna mediatica sotto tutti i punti di vista, sia per quanto riguarda l’Inter e anche un giocatore dell’Inter. Lì la narrazione cambia. Non sono mai stato polemico, non l’ho mai fatta. Non ho mai messo la maschera. Ho sempre cercato di non parlare di arbitri e non l’ho mai fatto, cercato di mantenere un equilibrio. Se a qualcuno non gli va bene quello che dico, pur mantenendo coerenza perché non ho mai cambiato, non è affar mio. Io penso a quello che sono io. Penso alla gente che mi ama, lavoro per loro. Per chiarire la cosa che ho detto pre Juve e che l’avete riportata un po’ sbagliata. Io ho detto: “Quando vedrò un allenatore che riuscirà a dire che ha avuto un errore a favore inizierò a parlare di arbitri”. Ma non ho mai detto che sarei stato io il primo a parlare di arbitri. Che sia questa cosa”.

Campionato scarso: “Troppo facile cambiare il pensiero in base alla classifica. Come cresce il punteggio diventa attraente o mediocre. Vorrei essere per tutta la vita mediocre e primo in classifica. Mi dà la certezza di un lavoro fatto bene, una società che mi sostiene, i ragazzi che mi seguono. Diventa troppo facile classificare un campionato in base alla classifica”.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità
Pubblicità

Facebook