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Inter, Chivu: “Pio? Lo conosco bene. Sul giorno di riposo ecco cosa vi dico”

Chivu celebra la vittoria sul Lecce, difende le scelte sul riposo e guarda ai prossimi mesi decisivi per l’Inter.

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Cristian Chivu, allenatore dell'Inter

Dopo la vittoria pesante dell’Inter sul Lecce, Cristian Chivu ha parlato ai microfoni di DAZN. Pio Esposito e il giorno di riposo: ecco le sue parole.

Inter, Chivu: “Giorno di riposo? Non devo giustificare”

L’abbraccio con Pio Esposito: “Era un bambino piccolo, alto, mi arrivava qua al petto. Siamo cresciuti praticamente insieme, lo conosco bene, conosco le sue tasche, conosco la sua famiglia, la sua ambizione, il suo lavoro, il suo percorso nel settore giovanile, è stato il mio capitano sotto età nella mia Primavera dell’Inter. Sono contento per lui cosi come per la squadra perché oggi è stata una partita complicata”.

Una vittoria che vale doppio: “Mi aspettavo una gara difficile. Quando spendi tanto in una partita come domenica sera, quando non riesci a raggiungere le tue ambizioni e la mancanza di energie si vede. Anche io ho vissuto momenti da giocatore,  affrontare una partita dopo 72 ore non era la cosa più facile da fare. Mi prendo l’atteggiamento di questa squadra che nonostante le difficoltà nel trovare il gioco e la lucidità giusta nel fare determinate giocate ci ha creduto fino in fondo lasciando l’anima e il cuore dentro il campo per portare a casa la partita. Sono partite che è più probabile perdere che vincere e sono contento per loro perché se lo meritano, nonostante le difficoltà e la mancanza di lucidità hanno fatto di tutto per portarla a casa”.

Sul giorno di riposo: “Possiamo anche cambiare la domanda e dire che abbiamo vinto grazie al giorno di riposo. Tutto è relativo, non devo giustificare le mie scelte. Non alleno per la mia coscienza ma per la mia esperienza e per quello che vedo io negli occhi di questi ragazzi. A volte prendo decisioni che possono sembrare strane perché il calcio italiano non è abituato ma a volte bisogna avere il coraggio di fare determinate scelte. Che poi possono pagare o meno ma a me interessa solo tutto quello che saranno i prossimi cinque mesi di questa stagione”.

Essere campioni d’inverno: “Da giocatore mi è capitato di vincere questo semi-titolo ma non vuol dire niente . Ma a me importa arrivare in fondo a maggio consapevoli del fatto che siamo competitivi e di rimanere aggrappati alla testa della classifica perché come ho detto sarà un campionato punto a punto e sarà battaglia fino alla fine”.

 

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