Rassegna stampa
Inter, Capello: “Forse Chivu ha sottovalutato il Bodo. Qui c’è sempre la scusante del contatto”
Capello critica l’Inter dopo il ko col Bodø: poca intensità e assenza pesante di Dimarco. Rimonta? “50 e 50”.
Le italiane impegnate in Champions League hanno deluso. La Juventus è stata umiliata a Istanbul, l’Atalanta è stata messa ko dal Borussia, mentre l’Inter deve ribaltare il 3-1 contro il Bodo/Glimt. Fabio Capello ha rilasciato una lunga intervista: ecco che cosa ha detto sui nerazzurri.
Inter, Capello: “I nerazzurri hanno bisogno di Dimarco”
Un altro problema della Serie A è l’intensità?
“Certo. L ’altra sera l’Inter si lamentava mentre il Bodo correva, qui c’è sempre la scusante del contatto, della spintina. Colpe da condividere tra i giocatori che simulano e gli arbitri che abboccano. Se io mi butto a terra e vengo premiato, significa che tutto viene concesso. E in Europa non funziona così”.
E per quanto riguarda l’Inter?
“Se mi avessero detto che la partita contro i norvegesi sarebbe andata così, mai ci avrei creduto. Conoscevo le difficoltà che avrebbero comportato campo sintetico e freddo, ma sono rimasto sorpreso. Il Bodo già oggi è una squadra molto più sviluppata rispetto a quella che ha battuto il City: non ha permesso all’Inter di fare il suo solito gioco fatto di cambi di campo, aperture e Dimarco che crossa. I nerazzurri hanno bisogno di Federico, non mi spiego perché sia rimasto in panchina per tutta la partita. Forse Chivu preferisce puntare sul campionato piuttosto che sul doppio impegno, forse ha sottovalutato l’avversario, forse la squadra è rimasta influenzata dal caos montato dopo la sfida con la Juve”.
Quante possibilità di rimonta ci sono?
“Al ritorno non ci sarà Lautaro Martinez: assenza che pesa, ma gli attaccanti in rosa non mancano. Anche in questo caso ho fiducia perché a San Siro l’Inter potrà giocare come sa. Bisogna fare attenzione al Bodo che di recente ha raccolto vittorie anche fuori casa, ma non è impossibile. Anzi, dico 50-50. Vorrei evitare un’altra “musata” contro dei norvegesi, dopo quella presa dall’Italia…”.