Seguici su

Editoriali

EDITORIALE – Una vittoria che non cancella i problemi. Carlos immenso, chiedete scusa a Martinez

L’Inter batte lo Shakhtar, ma i problemi restano. Thuram trascina, Martínez convince e Chivu difende il gruppo.

Pubblicato

il

Marcus Thuram invita Allisson a rialzarsi

Vincere, come ieri sera, aiuta a scacciare i pensieri negativi? Probabilmente no, almeno questo è il mio pensiero.

La sensazione è che certi problemi siano ancora presenti e che non si possano risolvere in fretta, sia chiaro. Ma il successo contro lo Shakhtar è una boccata d’ossigeno, di quelle che servono per ritrovare fiducia senza dimenticare ciò che ancora non funziona (oppure che si è spezzato).

Ci eravamo un po’ illusi dopo aver visto l’approccio positivo della squadra, poi abbiamo avuto la sensazione di trovarmi di fronte a un’Inter impaurita. Continua a sorprenderci la velocità con cui giocano le altre squadre in Europa. E non parliamo soltanto di caratteristiche fisiche, ma soprattutto del modo in cui fanno girare il pallone, pensano, agiscono e si muovono in campo. La differenza, spesso, è tutta lì. Non è soltanto una questione tattica, ma di ritmo, intensità e velocità di esecuzione.

Eppure, qualcosa è cambiato al minuto 54′. La partita, a mio avviso, ha iniziato a prendere una direzione diversa già prima dell’espulsione di Bastoni. Dopo l’ennesima giocata provocatoria di Alisson Santana, Thuram lo stende a ridosso della metà campo e gli va faccia a faccia. Il francese si prende la giusta ammonizione, ma quel gesto, per me, ha un significato preciso: non vuole essere preso in giro e vuole farlo capire all’avversario. Soprattutto, vuole dare una scossa ai compagni. Lo fa per il gruppo.

Serviva una reazione ed è arrivata, forse in maniera un po’ inaspettata proprio da Marcus. Raramente lo si è visto così, ma Thuram ha iniziato la stagione con un piglio diverso. Quel gesto è anche la dimostrazione di una maturità che sta accompagnando la sua crescita. A volte, per cambiare l’inerzia di una partita, non servono schemi particolari o grandi discorsi: basta un episodio capace di risvegliare qualcosa dentro una squadra.

Tornando ai singoli, su Carlos Augusto non c’è molto da dire: è un calciatore straordinario sotto ogni punto di vista. Bastoni, invece, pur con qualche ingenuità, mi è piaciuto molto nel ruolo di centrale. Faccio però fatica a comprendere come si possa dimenticare che esiste il VAR e che certe leggerezze vadano evitate. Il doppio giallo è stato ingenuo e, senza la vittoria, oggi probabilmente sarebbe stato al centro di un giusto processo. È giusto riconoscere i meriti di un calciatore, ma anche sottolinearne gli errori quando rischiano di compromettere il lavoro della squadra.

Applausi (e non pochi) anche per Josep Martínez. Da una parte, la sua prestazione dà valore alla mia tesi: non è un portiere scarso, ma un giocatore che a volte sottovaluta determinate situazioni. Dall’altra, allontana chi vorrebbe vederlo in panchina, spesso alimentando discussioni e indiscrezioni che trovo poco utili.

Si è parlato troppo e inutilmente di una possibile rotazione con Provedel, che è un buon portiere, ci mancherebbe. Ma oggi Martínez è il portiere titolare di questa squadra ed è giusto che continui a esserlo. Metterlo continuamente in discussione o alimentare un ballottaggio non lo aiuta affatto. È un ragazzo che deve giocare, assumersi le proprie responsabilità e affrontare partite di questo calibro. È così che può crescere, imparare dai propri errori e acquisire sicurezza. Altrimenti, il rischio è quello di bruciarlo prima ancora di avergli dato la possibilità di dimostrare il proprio valore.

Chi continua a far circolare indiscrezioni senza senso, forse, non ha ancora capito il modo in cui ragiona Chivu. Lo ha fatto con Sommer e, giustamente, lo sta facendo anche con Martínez. Per il tecnico rumeno il gruppo è sacrosanto e la gestione dei calciatori passa anche dalla fiducia e dalla continuità. Sul carro di Chivu sono salito dal giorno zero. Figuriamoci adesso.

Proprio l’allenatore merita una riflessione. Non sta ricevendo moltissimi complimenti e qualcuno continua a storcere il naso. Eppure, il campo dice che nelle ultime due partite i cambi sono stati azzeccati e hanno contribuito a portare a casa le vittorie. L’Inter è in testa al campionato, giusto ricordarlo, ed è ancora in corsa in Champions League, seppur in una situazione complessa.

Nella conferenza stampa prepartita Chivu ha difeso ancora una volta l’Inter, e questo gli fa onore. Si è assunto le proprie responsabilità anche per l’atteggiamento della squadra. Ma quanto può fare un allenatore per migliorare questo aspetto? Può davvero incidere fino in fondo sulla mentalità dei propri giocatori?

Onestamente, non abbiamo una risposta definitiva. Crediamo, però, che molto dipenda anche dai calciatori, dalla loro capacità di reagire alle difficoltà, di leggere i momenti della partita e di assumersi le proprie responsabilità quando serve. L’allenatore può preparare la squadra, correggere gli errori e indicare la strada, ma in campo sono i giocatori a dover compiere determinate scelte.

L’anno scorso Chivu è stato bravo a ricompattare un gruppo reduce da una cocente delusione. Ha restituito motivazioni alla squadra e ha portato a casa risultati importanti. Quest’anno, invece, credo che si ritrovi a gestire un gruppo che quelle motivazioni deve ancora ritrovare. O forse, in alcuni casi, sta facendo più fatica a mantenerle. E non penso che la responsabilità sia soltanto sua.

La vittoria contro lo Shakhtar, dunque, va accolta con soddisfazione, ma senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo (quello eccessivo). I problemi non scompaiono con tre punti e una buona prestazione di qualche singolo. Servono continuità, maggiore attenzione e soprattutto un atteggiamento diverso quando il livello degli avversari si alza.

Perché in Italia, se non si fanno stupidaggini, il campionato lo vinci anche in ciabatte. In Europa, invece, la storia e la musica sono davvero diverse. E l’Inter deve ricordarselo.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità
Pubblicità

Facebook