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Inter, Chivu: “Vergognarci di uscire con il Bodo? Abbiamo grande rispetto”
Chivu carica l’Inter: “Domani dobbiamo ribaltare il 3-1 col Bodo, restando fiduciosi, equilibrati e concentrati sulla nostra miglior prestazione”.
Dopo Federico Dimarco, è toccato a Cristian Chivu parlare in conferenza stampa alla vigilia della sfida di ritorno del play-off di Champions League contro il Bodo/Glimt. Ecco le sue parole.
Inter, Chivu: “Abbiamo il dovere di provarci”
Che cosa vi ha insegnato la gara d’andata in Norvegia?
“Quello che già sapevamo prima di affrontarli, che non sarebbe stato semplice un po’ per quelle che erano le condizioni del campo e climatiche. Dovevamo adattarci al meglio in tutto quello che era il clima partita. Purtroppo non siamo stati in grado di farlo e se lo abbiamo fatto solamente a tratti. Sapevamo della forza di questa squadra squadra, quanto di buono hanno fatto nelle ultime partite del girone unico. Non era casualità, una squadra forte che ha pareggiato a Dortmund e vinto contro Manchester City e a Madrid contro Atletico. Sapevamo potessero metterci in difficoltà, purtroppo non siamo stati all’altezza in alcuni momenti in cui abbiamo lasciato. Speriamo che domani non accada di nuovo”.
L’assenza di un leader come Lautaro influenzerà il gioco della squadra e come giocherà la squadra senza di lui?
“Noi abbiamo tanti leader, lo fanno vedere da inizio stagione. Tutti quelli che scendono in campo si sentono responsabili e danno il loro apporto a quello che la squadra vuole fare. Lo hanno fatto bene in molte situazioni da inizio stagione, si sentono coinvolti e in fiducia. Sanno che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo la nostra leadership, la voglia, fame, il lavoro e l’umiltà dimostrata in questi mesi. Anche la nostra crescita, speriamo di continuare a marciare con questi fondamenti”.
Da calciatore hai vinto una Champions League andando a vincere a Kiev segnando negli ultimi tre minuti. Da lì è iniziata una cavalcata importante con una squadra convintissima della propria forza. A che punto è la convinzione dei ragazzi?
“Questi ragazzi hanno la convinzione, lo fanno vedere da tre mesi a questa parte. Sono tre mesi con gli alti e bassi, abbiamo perso scontri in Champions League ma questo non hanno tolto loro fiducia e autostima. Nemmeno la cultura al lavoro che un gruppo deve avere per continuare a marciare e sperare di essere competitivo e lo fanno vedere. Non c’entra niente una partita, una battaglia persa: quello che conta colpo su colpo e partita su partita dare il massimo ed essere la migliore versione”.
Quanto può pesare domani il fattore psicologico?
“Noi non abbiamo l’obbligo, ma il dovere. E’ diverso. Dobbiamo fare quello che sappiamo fare, entrare in campo fiduciosi, sapendo che se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere è la nostra. Consapevoli del fatto che non sarà semplice. Non dobbiamo perdere equilibrio, fiducia e autostima. Una gara può durare 90′ e in questo caso anche 120’ più rigori. Dobbiamo essere pronti dall’inizio. Non dobbiamo avere e la disperazione di fare subito gol all’inizio, per poi essere sorpresi per quello che non accade in campo. Dobbiamo gestire al meglio i momenti”.
All’andata il vantaggio sul Milan era di +5, adesso è a +10. Questa differenza cambia inconsciamente l’approccio a questa partita?
“No. Sappiamo che abbiamo perso 3-1 all’andata, non c’entra nulla quello che è accaduto in campionato. Dobbiamo ribaltare questo risultato, fare di tutto per essere competitivi. Se vogliamo avere una possibilità di passare il turno, dobbiamo essere la nostra miglior versione, senza pensare ad altro”.
Inter, Chivu: “Vergognarci di uscire con il Bodo? Abbiamo grande rispetto”
Avete perso contro una squadra di 50mila abitanti con uno stadio da 8mila posti e con un’altra economia. Sarebbe una piccola vergogna perdere contro una squadra piccola cosi? (domanda di un giornalista norvegese)
“E Ride pure? Complimenti. Nel calcio non c’è nulla di vergognoso. Nel calcio c’è il lavoro di una società, di una squadra, sia da una parte che dall’altra. Bisogna accettare e rispettare l’avversario, visto che lei non rispetta noi chiamandoci cosi. Noi abbiamo gran rispetto per quello che ha fatto il Bodo, quello che ha fatto con noi lo ha fatto vedere a Madrid e contro il City. A Dortmund uguale. Noi rispettiamo i nostri avversari, addirittura facciamo anche i complimenti per quello che di buono hanno costruito. Hanno fatto vedere di avere un progetto sano quando si hanno idee giuste si può portare avanti un cosa bella. Noi vergogna non ne abbiamo. Sappiamo di aver cercato di essere la migliore versione di noi stessi la settimana scorsa. Loro sono stati più bravi di noi, tutto qui”.
Per una preparare una rimonta di questo tipo, c’è un piano in una partita?
“Non dobbiamo stravolgere niente del piano gara. Dobbiamo recuperare un risultato, ma non ci possiamo permettere di perdere equilibrio, fiducia e autostima. Quello che questa squadra è. Una partita dura 90′. Possiamo subire anche gol, ma questo non vuol dire nulla. Si può continuare a cercare nel caso di ribaltare il risultato. Il calcio è imprevedibile. Bisogna trovare la maturità e la serenità nel fare determinare cose. Dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo dare tutto quello che si ha. Si deve trovare la concretezza, la personalità, l’organizzazione, l’equilibrio. Serve anche il valore individuale di questi giocatori. In una partita di calcio c’è bisogno di tanti ingredienti per raggiungere l’obiettivo”.
Quanto può essere importante l’apporto dello stadio San Siro in una gara del genere?
“Quello che è importante per noi è che i ragazzi ritrovino l’erba”.
Ricordi qualche rimonta importante da giocatore e come un suo allenatore avevano gestito la partita?
“Io ero uno che non ascoltava l’allenatore, né prima, né all’intervallo e né dopo. Mi affidavo ai miei pensieri, la mia responsabilità, fiducia, personalità e autostima. Ero più preoccupato di essere all’altezza dei miei compagni che avevo di fianco, non potevo e non volevo deluderli. Questo era il mio primo pensiero e ho sempre fatto cosi.
Se avessi ascoltato i consigli dell’allenatore avrei fatto più carriera o avrei ottenuto qualcosina in più, ma siccome ero testardo ho solo pensato ai compagni e a me di essere all’altezza per non deludere le loro aspettative. Non c’è bisogno di motivarli, sanno quanto è importante. Hanno visto in Norvegia che la partita è a rischio, ma se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere, siamo noi. Il Bodo ha vinto a Madrid e noi non ci siamo riusciti. Sono una squadra organizzata, fa buone cose e con intensità e determinazione. Dobbiamo aggiungere qualcosina in più rispetto a quello che fanno loro”.
Sul piano offensivo cambia la preparazione con più gol da dover realizzare per qualificarsi?
“Una squadra che ha costruito la stagionisulla continuità e qui mi riferisco agli ultimi mesi. Le statistiche dicono che facciamo più di due gol a partita. Abbiamo fatto vittorie importanti, 21 in campionato e 5 in Champions League. Abbiamo segnato, raggiunto certi livelli e dove siamo primi in tante cose. La partita non può essere preparata per questo diversamente, non posso pretendere qualcosa in più. Abbiamo corretto gli errori dell’andata, cercando di non ripeterli. Magari semplificando le richieste e la proposta in campo. Ma il contesto era talmente strano, un campo in cui non eravamo abituati a starci. Era strano per appoggi, frenate, cambi di direzione, l’ansia di farsi male. E’ un aspetto molto importante, da non sottovalutare. Poi se qualcuno vuole sottovalutare questa cosa per fare polemica, facciamolo pure. So come la pensano i giocatori, difficile fargli cambiare idea. Dobbiamo essere consapevoli di cosa siamo e cosa possiamo fare”.
La questione Bastoni può influirà ancora?
“Abbiamo avuto una brutta settimana, ma sono orgoglioso di quello che ha fatto il ragazzo in campo. Non era facile fare quella partita, senza farsi influenzare. Ora siamo concentrati però sul futuro e sulla prossima gara che dobbiamo affrontare domani sera”.