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Inter, solo un top se va via Bisseck: ecco il nome

Il Bayern vuole Bisseck (valutato 40mln). In caso di addio, l’Inter punta al colpo Rúben Dias dal Manchester City per un’importante plusvalenza.

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Yann Bisseck, difensore tedesco dell'Inter

Nelle ultime ore si sta parlando del forte interessamento del Bayern Monaco per Yann Aurel Bisseck. Il difensore ha già strizzato l’occhio ai bavaresi, ma l’Inter parte da una base d’asta di circa 40 milioni di euro. Il club di Viale della Liberazione genererebbe così un’importante plusvalenza, considerato che il giocatore era stato prelevato dall’Aarhus per soli 7 milioni di euro. In caso di una sua partenza, il club nerazzurro vorrebbe puntellare la difesa con un nome top: spunta quello di Rúben Dias del Manchester City.

Inter, ecco il possibile erede di Bisseck: colpo all’Akanji?

Come racconta il Corriere dello Sport: “Se Bisseck, infatti, con i suoi 26 anni da compiere il prossimo 29 novembre, è un giocatore ancora nella sua fase di crescita, chi, nel caso, prenderà il suo posto dovrà essere un difensore top. E c’è un nome in particolare che stuzzicherebbe l’Inter più di tutti: Ruben Dias del Manchester City“.

Aggiunge: “Ad alimentare le speranza nerazzurre c’è anche il precedente di Akanji, lasciato andare un anno fa con una formula assolutamente vantaggiosa: prestito con diritto di riscatto condizionato, che la vittoria dello scudetto e le presenze ben oltre il 50% hanno trasformato in obbligo. Alla fine il cartellino dello svizzero è costato una quindicina di milioni e anche il suo ingaggio non è di quello spropositati: 3,5 milioni a stagione più bonus.

Per Ruben Dias i numeri sarebbero inevitabilmente diversi. Sia per il cartellino (non meno di 50 milioni) sia per lo stipendio (ora ne guadagna poco più di 6 all’anno). Non impossibili, però, in ragione pure dell’impatto che potrebbe avere. Come si può intuire, è tutto ancora in una fase che si può definire embrionale. Ma è in ogni caso un segnale di come l’Inter sia ormai abituata a pensare in grande e che la linea sia quella del mix tra giovani (Palestra l’esempio) ed esperti (Ruben Dias appunto), come ribadito più volte da Marotta”.

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